Descrizione progetto

Acque, infrastrutture e memoria
Una selezione di documenti fotografici tratti dall’archivio dell’ingegner Augusto Rima di Locarno (1916-2003)

14 10 2014 – 02 04 2015
Biblioteca dell’Accademia di Architettura, Mendrisio

 

Tra la vasta documentazione prodotta da Augusto Rima durante la sua attività professionale – ora conservata presso la Biblioteca dell’Accademia di architettura – sono di particolare interesse le ricerche e i progetti dell’ingegnere rivolti alla gestione delle acque territoriali del Canton Ticino.
Basandosi non solo su metodologie ingegneristiche moderne – come si evince dalla sua vasta biblioteca specializzata nelle scienze idrologiche – ma anche su ricerche storiche di antiche tecnologie, Rima accompagnava la pianificazione e la costruzione degli impianti di distribuzione e smaltimento delle acque nel Locarnese con acute visitazioni e analisi idrografiche e morfologiche del territorio in questione. Effettuava i sopralluoghi sempre con la macchina fotografica in mano per corredare i suoi progetti e le sue perizie tecniche con numerose fotografie di documentazione, che si presentano nel loro insieme come una fenomenologia visiva dell’impatto delle acque sul territorio.
Le fotografie, infatti, illustrano il territorio prima, durante e dopo le manomissioni umane. Dallo studio di queste ultime si ricava non solo un’immagine panoramica del territorio ticinese di quaranta anni fa, ma anche della modernizzazione di un paesaggio rurale e povero che affronta la crescente popolazione e l’espansione di insediamenti turistici con la creazione di grandi infrastrutture civili, come nuovi collegamenti stradali, la pianificazione di aeroporti, il potenziamento degli impianti idroelettrici, degli acquedotti e dei cavalcavia, l’apertura di centrali per la telefonia, di depuratori e inceneritori. Le immagini consentono di vedere come un territorio risponda al crescente stress ambientale e, con gli stessi insediamenti umani, alla sua crescente vulnerabilità.
Le fotografie documentano le calamità naturali legate al clima e le forze distruttive dell’acqua, come allagamenti e frane provocate da nubifragi, le piene del lago Maggiore, le esondazioni dei fiumi Ticino e Maggia, che in taluni casi dimostrano gli errori di pianificazione e costruttivi degli interventi infrastrutturali e le problematiche legate alle scelte urbanistiche insediative.
Oltre all’allestimento fotografico la mostra propone la rilettura dei dossier analitici dell’ingegnere: gli studi sulla ricerca delle cause di ordine morfologico, costruttivo e strutturale che hanno provocato i vari disastri ambientali.

 

Dopo gli studi di ingegneria civile presso il Politecnico federale di Zurigo (1935-1939), Augusto Rima partecipò al progetto per l’Esposizione nazionale di Zurigo del 1939. Nel 1946 aprì uno studio d’ingegneria in collaborazione con il fratello Alessandro ed entrò nella direzione delle Officine Idroelettriche della Maggia. Nel 1956 fondò un proprio studio a Locarno. Per il progetto di risanamento delle acque del lago Maggiore pianificò gli impianti depuratori di Brissago, della foce della Maggia e del fiume Ticino. Seguì gli ampliamenti degli acquedotti del Locarnese a Tenero, Minusio, Tegno, Verscio, ma anche a Faido e a Giornico, e studiò la regolamentazione dei torrenti di montagna. Realizzò l’impianto d’incenerimento dei rifiuti di Riazzino, progettò l’aeroporto cantonale di Magadino e il cavalcavia dell’autostrada sulla cantonale Cadenazzo-Giubiasco.
Oltre al lavoro d’ingegnere e di perito, Augusto Rima rivestì cariche politiche, amministrative e consultive, tra cui quella di consigliere municipale a Locarno dal 1949 al 1956. Quale membro del Gran Consiglio della Repubblica del Canton Ticino fu componente della Commissione speciale per i ricorsi in materia di pubblica utilità. Divenne presidente dell’Associazione ticinese di economia delle acque, della Società storica di Locarno e dell’Unione svizzera degli studi consulenti di ingegneria. Come delegato all’ambiente del Lions Club della Sezione Svizzera e Liechtenstein, si impegnò a sensibilizzare la platea internazionale alla salvaguardia dell’ambiente.
Rima, oltre che poliedrico ingegnere, fu anche un colto “polihystor”. Le sue scelte, quale membro delle citate istituzioni, si avvalsero del suo immenso sapere tecnico e della sua cultura storica e umanistica. Da comprovato erudito – come tra l’altro si evince dalla lista delle sue pubblicazioni e dalla sua ammissione quale accademico corrispondente dell’Accademia Tiberina a Roma – e assiduo collezionista di libri sia di materie umanistiche sia di scienze naturali, raccolse una biblioteca specializzata in storia dell’idraulica, di idrologia, geologia e geografia delle acque, di ingegneristica dei navigli e dei canali, di cura del paesaggio, trattamento degli argini e delle dighe, di diritto dell’acqua, servitù, meteorologia e astronomia: un importante fondo ora consultabile presso la Biblioteca dell’Accademia di architettura a Mendrisio.

 

 

Elenco opere in mostra