Descrizione progetto

Di nuovo Gottardo
Opere dal progetto
“il San Gottardo” – 1997
Courtesy BSI Art Collection
Fotografie di
Gabriele Basilico, John Davies, Gilbert Fastenaekens,
Alberto Flammer, Mimmo Jodice, Gian Paolo Minelli, Claudio Moser
a cura di Daniela Sincinelli Giudici
e Guido Giudici

12 10 2014 – 11 01 2015
Spazio Officina, Chiasso

Dalla etnografia all’archeologia, dalle arti applicate all’art brut: appare difficile, in questo esiguo spazio, riassumere l’avventura espositiva della Galleria Gottardo nelle sue molteplici sfaccettature, nei suoi vasti interessi, nelle inaspettate suggestioni dei suoi allestimenti e cataloghi. Creatura voluta da Fernando Garzoni, guidata da Luca Patocchi e Alberto Bianda, la Galleria Gottardo (1989-2008) appare oggi un ricordo troppo vivo, tale da presentarsi impermeabile alla volontà di farne una pagina, seppur recente, di storia.
Ma ciò che ci preme sottolineare è il fatto che la fotografia ebbe modo di giocare un ruolo fondamentale: dalla prima mostra di Robert Frank nel 1989 a quelle di Irving Penn, Marc Rich Collection, Ferdinando Scianna, André Kertész e molte altre.
Il punto più alto, a nostro avviso, fu proprio la volontà – pur come ente privato – di mettersi a capo di un progetto di documentazione del territorio, riunendo fotografi di fama internazionale (John Davies, Gabriele Basilico, Mimmo Jodice, Antonio Biasucci e Gilbert Fastenaekens), svizzeri (Claudio Moser, Thomas Flechtner, Cristina Zilioli, Alexandra Rajic, Markus Bühler, Jacques Berthet) e ticinesi (Alberto Flammer, Luciano Rigolini, il duo Minelli e Repetto, Stefania Beretta, Reto Rigassi e Roberto Buzzini) intorno ad una rilettura del territorio, quello del San Gottardo. Un nome che evoca, da sé, un limite, una frontiera che – come dice Raffaello Ceschi nel catalogo il San Gottardo – è stata progressivamente addomesticata.
Si trattò di una commissione di ampio respiro, capace di cogliere la ricchezza di aspetti di cui è formata l’attualità e di dare una visione fedele e contemporanea della realtà. Così attuale, allora, da immettersi nel dibattito sulle trasversali alpine. Nel 1997, anno del quarantesimo della fondazione della Banca del Gottardo, i risultati dell’indagine fotografica furono esposti in quattro mostre, raccolte in un catalogo generoso di spunti di riflessione.
Un’analisi fotografica che avrebbe potuto allargarsi a tutto il territorio ticinese, così ricco di conflittualità, cambiamenti repentini di paesaggio, tensioni tra la conservazione dello stato attuale e spinte per la creazione di nuovi spazi per il mondo economico.
Ma, come sappiamo, una sorta di Archivio dello Spazio (come venne chiamato un progetto simile per la Provincia di Milano, durato 10 anni, dal 1993 al 2003), potenzialmente così interessante per una regione come la nostra in perenne metamorfosi, ha trovato e troverà difficilmente le condizioni di attuazione.
Per quanto riguarda l’esposizione di quella che è oggi parte della BSI Art Collection, l’intento è di proporre una rilettura parziale ma libera di uno dei momenti più vivi della fotografia ticinese e per il Ticino, perfettamente connessa con il tema della Bi9, accanto alla ricca parte storica e all’intervento inedito di Beat Streuli.
Una sorta di omaggio che nasce da diversi sentimenti, tra i quali il ricordo di uno dei protagonisti del progetto, Gabriele Basilico, per molti un esempio, ancora luminoso, di disciplina e coerenza.

Daniela Giudici,
Guido Giudici
Gian Franco Ragno