Descrizione progetto

Fen
opere di Florian Bessler, Sandro Pianetti, Gabriel Stöckli, Vera Trachsel e Gianmaria Zanda

30 10 2014 – 15 11 2014
Sonnestube Offspace, Lugano

Durante dieci giorni di residenza artistica presso un alpe privo di elettricità situato sul monte Sighignola, isolato ma contemporaneamente posto a stretto contatto visivo e acustico con la città di Lugano, cinque artisti ticinesi (Florian Bessler, Sandro Pianetti, Gabriel Stöckli, Vera Trachsel e Gianmaria Zanda) hanno convissuto e hanno sviluppato collettivamente il concetto della mostra Fen.
Scopo della residenza è stato principalmente la comprensione dell’attuale rapporto tra uomo e natura, dei mutamenti nelle pratiche umane legate a essa e dei problemi di una società da ciò sempre più distaccata. Contemporaneamente si è tentata una ricostruzione sana di tale rapporto attraverso un’esperienza di vita legata a pratiche agricole, tra cui la raccolta comunitaria del fieno (da qui il titolo della mostra), lunghe riflessioni artistiche e visite a particolari e ispiranti luoghi naturali, testimoni in passato di antiche presenze umane.
Oltre a ciò, muniti di macchine fotografiche, fotocamere e microfoni, nonché dei propri sensi percettivi e delle proprie memorie, gli artisti hanno documentato l’esperienza e hanno sperimentato varie forme espressive legate alle molteplici possibilità offerte dall’ambiente naturale. Le idee scaturite, cresciute intimamente dentro ogni partecipante, sono poi state fonte di discussione e confronto.
Una parte del frutto simbolico di questo percorso è racchiusa momentaneamente tra le mura di Sonnenstube a Lugano, dove rimarrà visibile fino al 15 novembre 2014.

 

Florian Bessler (1963) vive e lavora ad Arogno.
Fiero contadino di montagna, risiede da vent’anni in Ticino, dapprima all’alpetto di Pierino, poi nel borgo di Arogno, dove vive con la moglie e i sei figli maschi portando avanti la sua attività.

Sandro Pianetti (1987) vive e lavora a Vaglio.
Dopo aver sperimentato svariati media, Sandro pare al momento concentrarsi sopratutto su video e installazioni, attribuendo particolare importanza al ruolo dato dal suono e alle interazioni che esso può creare. Nella sua pratica artistica persiste la voglia di fondare le proprie opere su un dettaglio degno di nota proposto dal caso o da leggi fisiche.

Gabriel Stöckli (1991) vive e lavora a Balerna.
Generalmente i lavori di Stöckli nascono da intuizioni dettate da materiali, oggetti o situazioni. Utilizza differenti media spesso anche in modo empirico, proprio per avere il giusto margine di sperimentazione ed errore che gli permetta di affascinarsi maggiormente e capire come possa risultargli utile.

Vera Trachsel (1988) vive e lavora a Bienne.
Attratta dalla materialità e dalle atmosfere che la circondano, nel suo lavoro sono racchiusi semplici gesti, trasformazioni di cose quotidiane, pensieri sulla funzione e l’inutilità degli oggetti, fragili salti che cominciano da un foglio e giungono a un video di un vulcano, di carta.

Gianmaria Zanda (1985) vive e lavora a Brusino Arsizio.
Nelle sue opere mette in evidenza la tensione tra l’aspetto formale e quello simbolico. Rappresentazioni di oggetti diversi si trovano accomunate da una similitudine nella forma e nelle linee, spesso impercettibili, che le compongono. Questo aspetto, trattato in modo talvolta ludico, permette di far trasparire la distanza che separa le parole e le cose.