Descrizione progetto

Lugano -Tesserete. Evoluzione di un percorso ferroviario
Concorso fotografico
fotografie di Raffaella Bandera, Sabrina Binda, Elisa Bollazzi, Michela Di Savino, Diana Adele Dorizzi, Manuela Lia Martines, Daniele Pio Marzorati, Mattia Matrone, Roberto Mucchiut, Jeannette Müller, Arianna Nucera, Isabella Sassi, Luca Scarabelli, Domenico Scarano, Aline Wragg Vincenzi

04 10 2014 – 15 11 2014
Choisi – one at time, Lugano

 

I partecipanti sono stati invitati a riflettere sui cambiamenti geofisici, sociali e antropologici dell’area attraversata da questa linea ferroviaria, inaugurata il 25 luglio 1909 e definitivamente chiusa il 1° luglio 1970. La tratta ferroviaria è parzialmente ancora leggibile nel tessuto urbano. Dalla stazione ferroviaria di Lugano proseguiva per Sassa, procedeva parallelamente alla strada cantonale fino a Canobbio e si concludeva, dopo quasi otto chilometri, a Tesserete. La realizzazione della linea ferroviaria aveva richiesto la costruzione di gallerie e ponti in ferro e in muratura, di cui sono ancora visibili le tracce.
La Lugano-Tesserete fu assai importante per gli abitanti di Tesserete, della Capriasca e della Val di Colla: essa agevolava sia gli scambi commerciali locali, sia il turismo. Nel 1970 si rinunciò a un ammodernamento della linea ferroviaria e si optò per la cessazione del servizio, in favore di un più conveniente trasporto pubblico con bus.
Il bando di concorso pubblicato il 14 marzo e concluso il 15 giugno 2014 prevedeva la presentazione di cinque immagini digitali e una stampata, tra cui la giuria ha selezionato le dieci fotografie finaliste, da pubblicare in un libro fotografico. I dieci finalisti del concorso sono Sabrina Binda, Michela Di Savino, Daniele Pio Marzorati, Diana Adele Dorizzi, Manuela Lia Martines, Mattia Matrone, Roberto Mucchiut, Arianna Nucera, Isabella Sassi, Domenico Scarano.

Sabrina Binda, nata a Faido nel 1985, cresce ad Airolo.
Nel 2000 si trasferisce a Lugano per proseguire gli studi nel campo dell’edilizia, che nel 2007 sfociano in un diploma in architettura d’interni presso la SUPSI-Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana.
La passione per la fotografia, da sempre latente, prende coscienza negli ultimi anni di università, quando ha finalmente l’opportunità di conoscere professionisti del ramo e di approfondire l’approccio fotografico principalmente a cose – lo spazio – e secondariamente a persone – l’uomo nello spazio.

Mattia Matrone, nato a Rimini nel 1989, sviluppa la sua passione per la fotografia durante il periodo del liceo, parallelamente a un percorso di formazione accademica orientato alla letteratura classica e contemporanea. Considera la macchina fotografica come una penna a sfera e la fotografia come un genere letterario e, nel 2009, le sue fotografie iniziano a diventare manoscritti, appunti, annotazioni e filastrocche che si trasformano nelle prime immagini.
Dopo un anno di Erasmus a Barcellona tiene una prima mostra personale a Bologna e partecipa a una collettiva a Newcastle, in Inghilterra, nel 2011. Nel 2012 la fotografia è ancora un hobby, ma durante un anno di lavoro a Cape Town sente il bisogno di tornare in Europa e di iscriversi nel 2014 al Master in fotografia e visual design della Fondazione Forma a Milano per approfondire la conoscenza dell’unico linguaggio al mondo che si scrive con la luce.

Roberto Mucchiut, nato a Morges nel 1960, vive e lavora ad Agra.
Artista multimediale con formazioni in informatica, fotografia, video, musica e sound design, predilige un approccio transmediale alla creazione, utilizzando gli strumenti digitali per integrare i vari linguaggi e livelli percettivi. Si interessa alla musica elettroacustica, alla videoarte e alle tecnologie per la realizzazione di installazioni artistiche e allestimenti teatrali interattivi (in particolare con l’utilizzo di proiettori video). Oltre alla sua attività professionale di fotografo e produttore video, collabora regolarmente con altri artisti per progetti teatrali, musicali e visuali, e sviluppa progetti personali che spaziano dalla realizzazione di installazioni (interattive-video-sonore) a progetti fotografici e multimediali.

Isabella Sassi, laureata allo IUAV di Venezia, segue i corsi di fotografia di Guido Guidi e Lewis Baltz.
Dal 2007 lavora in ambito universitario in Ticino e a Milano, dove tiene lezioni e seminari sulla fotografia intesa come metodo di indagine dello spazio abitato.
Dal 2005 partecipa a esposizioni collettive a Lille, Barcellona, Venezia, Treviso e Rubiera e nel 2007 tiene una personale a Como con una serie di fotografie che indagano lo “spazio di confine” in ambito europeo.
Si reca a più riprese in Cile per svolgere una ricerca di fotografia e architettura in un complesso di edilizia popolare.
Nel 2008 una fotografia del progetto Abitare l’Avana, dedicato alla coabitazione nel centro storico della capitale cubana, riceve una segnalazione al Premio Nascimben di Treviso.
Nel 2013 cura la mostra fotografica di Guido Guidi La Tomba Brion di Carlo Scarpa, allestita all’Accademia di architettura di Mendrisio, e in occasione dell’Open day del chilometro della conoscenza espone il progetto fotografico Occupazione artistica, realizzato nella foresteria di Villa del Grumello a Como.

Domenico Scarano, nato nel 1969, autodidatta, sin da piccolo impugna la macchina fotografica del padre con la quale guarda il mondo attraverso I’obiettivo. La sua prima foto arriva con la prima macchina fotografica ricevuta in regalo per la comunione.
Dopo una formazione in informatica sviluppa un grande interesse per l’arte grazie all’incontro con lo storico dell’arte Franco Discacciati. Insieme ad amici fonda il gruppo artistico Moloko Vellocet, partecipandovi attivamente con la fotografia.
Dal 1993 partecipa alle prime mostre collettive in Italia. Nel 2005 è invitato alle Journées photographiques di Gordes, in Francia, con le foto della serie La mia guerra.
Nel 2009, dopo ventun anni, lascia il lavoro di informatico per poter dedicare più tempo alla fotografia. Nascono collaborazioni con altri artisti. Produce due libri-cataloghi in occasione delle mostre Luoghi e mutamenti e Fragili equilibri. Seguono altre esposizioni in Ticino, Italia e Francia.
Dedica la sua attenzione al territorio e allo studio della sua interpretazione.