Descrizione progetto

Manuel Archain
Fotografie

17 10 2014 – 29 11 2014
Galleria Doppia V, Lugano

 

Il lavoro di Manuel Archain – tra i più affermati fotografi argentini della sua generazione – si concentra sull’uomo quale protagonista di una società disordinata, complessa, poetica e sognante. Scenari colti desunti da idee narrative rese con l’attenzione di chi ha nella propria soggettiva rappresentazione il desiderio di restituire una prospettiva dettagliata e ironica della realtà mediante la sua percezione. Un’analisi sull’ambiguità estetica del sembrare, sulle maschere della nostra apparenza.
Le immagini presenti in mostra, pur nella loro appartenenza a serie diverse, sviluppano questa idea attraverso punti di vista che si contraddistinguono per un’estrema e raffinata eleganza formale, con la quale Archain disegna i profili di un’umanità spesso sospesa e trasfigurata, uomini come attori travestiti a impersonare un ruolo in contrasto con la loro stessa natura. È la fotografia a rendere ogni cosa apparentemente reale, apparentemente credibile, apparentemente esistente. L’osservazione come atto artistico si sostituisce all’ottica dell’immagine come fedele documentazione: nel mondo creativo di Archain tutto è possibile. La struttura e la costruzione di ogni scena ricalcano la stesura di una favola, dove le cose accadono seguendo regole precise, anche se inverosimili. Eppure perfettamente coerenti, perché nei luoghi dove il fantastico contagia il reale ogni personaggio si muove senza strutture preordinate, modellando lo spazio che lo circonda alla magia di un sistema visionario.
La trasformazione è ovunque: nel capovolgimento delle proporzioni, nell’interscambiabilità dei ruoli, nell’inversione semantica in un rimando continuo tra esternazione e introspezione. Con le sue fotografie Archain approfondisce il conflitto eterno tra l’essere e il dover essere, tra l’emozione sincera e quella repressa attraverso la riproduzione di un universo alla rovescia ma sempre riconoscibile nel suo essere disegnato con oggetti di uso comune e del consueto giornaliero. Il ribaltamento consente alla recitazione di rivelarsi in quanto tale, mettendo a nudo i gesti nella loro genesi originaria e rivelando la forza naturale di emozioni che l’indifferenza ha ormai nascosto sotto il proprio controllo.

Barbara Paltenghi Malacrida

Manuel Archain, nato a Buenos Aires nel 1983, inizia in giovanissima età gli studi artistici frequentando sin da bambino l’atelier della madre, l’artista Silvina Viaggio, e imparando i primi rudimenti di scultura, pittura e disegno. All’età di tredici anni affianca agli studi di disegno l’approfondimento del mondo dei fumetti con il celebre illustratore Carlos Pedrazzini. In quello stesso periodo inizia a far pratica come fotografo collaborando con diversi professionisti del settore, esperienza fondamentale per l’evoluzione del suo approccio verso uno stile personale.
All’età di diciassette anni intraprende la sua carriera nella pubblicità, nel cinema e nel settore dei videoclip, sia come fotografo, sia con ruoli creativi, lavorando come assistente di importanti esponenti del mondo della fotografia e del cinema, quali Peter Rad, Blinkk, Samuel Bayer, Tony Kaye, Marc Trautmann e Michael Haussman.
Dal 2004 lavora come fotografo professionista per la pubblicità e il cinema. Nel suo portfolio si annoverano clienti quali O2, Cardinal, Swisscom, Absolut, Sony Ericsson, Kraft, Universal Music, Convene Magazine NY, Credit Confidential, BA Insider Magazine.
Ha esposto il suo lavoro in tutto il mondo: Buenos Aires, Lima, Santiago, Bogotà, Barcellona, Madrid, Parigi, Miami.