Descrizione progetto

Naturalia
fotografie di Francine Mury

08 11 2014 – 11 01 2015
Museo dei Fossili del Monte San Giorno, Meride

 

Nell’opera Naturalia, realizzata nel 2013 e ampliata per la mostra al Museo dei fossili del Monte San Giorgio, Francine Mury aggiunge colore alle fotografie. Il suo lavoro si sviluppa attorno ai temi del segno, della traccia e della trasformazione. L’effetto di apparizione ottenuto non è mai appesantito o sminuito da applicazioni di materie o spessori. Esso è amplificato dai giochi di colori fluidi e di trasparenze delle linee fragili e nude, delle forme costruite dal di dentro e poi affiorate alla superficie, che creano l’impressione di immagini su lastra sensibile come avveniva in taluni processi fotografici antichi.
L’arte della fotografia dipinta a mano risale alla seconda metà dell’Ottocento, con le colorazioni all’albumina dei maestri giapponesi, per poi proseguire all’inizio del XX secolo, con le avanguardie (pensiamo a Richter) prima dell’invenzione del cinema a colori e molto prima della tecnologia numerica. In un’epoca di immagini in bianco e nero, la colorazione delle immagini fotografiche, fissate su una carta a base di fibre che assorbiva facilmente l’olio e quindi l’applicazione del colore, consentiva la loro reinterpretazione artistica.
Oggigiorno le fotografie colorate non sono più una necessità; esse restano nondimeno una forma d’arte, agevolata e accompagnata da materiali e tecniche specificamente contemporanee.
“La tecnica della colorazione su fotografia è una pratica apparsa contemporaneamente alla nascita della fotografia stessa. In effetti all’epoca essendo le copie all’albumina tutte monocromatiche, si effettuavano queste applicazioni per aggiungere una certa risonanza cromatica alle immagini allo scopo di dare loro un’apparenza realistica.
Per quel che mi concerne rappresenta un metodo e un mezzo per inizializzare un processo creativo attraverso la riunione di tre elementi: la presa di immagini, la loro scoperta e la colorazione al pennello, per dare vita a un’emozione pittorica”.

Francine Mury

Francine Mury, nata a Montreux, studia arte alla Shrewsbury School of Art, in Inghilterra, poi alle Kunstgewerbeschule di Basilea e Berna e ottiene il diploma di grafica, quindi di terapista con la pittura (PTM). Trasferitasi a Parigi, studia la tecnica della calcografia secondo il metodo W. Hayter. Svolge poi attività di insegnamento presso la Schule für Gestaltung di Bienne, il Centro Scolastico per le Industrie Artistiche (CSIA) di Lugano e la SUPSI-Scuola Universitaria della Svizzera Italiana. Compie diversi viaggi in India e studia le rappresentazioni di diagrammi (yantra) induisti che portano un definitivo orientamento contenutistico al suo lavoro artistico.
Progetti artistici: curatrice dell’evento internazionale La femme et l’art a Le Landeron; Ragamala, il concetto del colore nella tradizione indiana, con il pittore Tilak Gitai, a Jaipur, per la mostra nella Galerie du Manoir di Martigny e nel Museo Etnografico di Ginevra; performance Le chant des planètes con una videoinstallazione nell’Eglise Rouge a La Chaux-de-Fonds, nel Theater am Gleis di Wintherthur e al Festival di Musica Jazz di Chiasso. Per tre anni è presidente di Visarte Ticino. È inoltre fondatrice e redattrice della rivista Visarte Ticino Annual.
Premi e borse di studio: Borsa federale d’arte applicata (Swiss Award). Borse di studio del Canton Neuchâtel e del Canton Berna. Borsa Louise Aeschlimann. Premio Esther Matossi.
Premio svizzero della calcografia della Graphische Sammlung, del Politecnico federale di Zurigo.
Dal 1983 tiene numerose esposizioni in Svizzera e all’estero. Sue opere sono in collezioni pubbliche e private.
Vive e lavora a Meride.